I temporali del 24 settembre 2012

Nelle nostre regioni le condizioni favorevoli alla formazione di temporali si hanno all'incirca da aprile a settembre, ma i temporali più intensi tendono a concentrarsi nel trimestre estivo, quanto maggiore è l'apporto di energia legato alle alte temperature. Vi sono tuttavia diversi esempi di temporali forti occorsi nei mesi di maggio e settembre e occasionalmente, quando forti anomalie termiche positive lo consentono, persino ad aprile e ad ottobre. Per quanto riguarda il mese di settembre, una tra le ondate temporalesche più vigorose degli ultimi anni è sicuramente quella del 24 settembre 2012, di cui ricorre oggi l'anniversario. 

La configurazione barica di quel giorno vedeva la presenza di una depressione sull'Europa nord-occidentale e di un'area di alta pressione di matrice subtropicale tra sul Mediterraneo e parte della Penisola Balcanica, dove si registravano temperature insolitamente alte per il periodo. Tra le due figure bariche un flusso umido e tiepido da SW scorreva sul Nord Italia e al suo interno si distingueva una modesta saccatura al suolo, resa visibile dalle linee bianche che rappresentano le isobare al suolo ed evidenziata in blu in questa carta sinottica: 

Proprio questa modesta ondulazione del flusso, unitamente all'apporto di aria calda e umida in risalita da sud nei bassi strati, rappresentò l'innesco di un potente fronte temporalesco che prese le mosse dalla Lombardia e l'Emilia Occidentale nel primo pomeriggio. Nel frattempo sul Triveneto umide correnti dai quadranti sud-orientali trasportavano aria umida e calda dal mare (che a settembre presenta temperature superficiali molto elevate avendo immagazzinato calore nel corso dell'estate). Il cielo si presentava variabile: nubi cumuliformi sparse con base molto bassa erano indice di una massa d'aria estremamente umida, un ottimo carburante per i temporali in avvicinamento. La nuvolosità era più compatta nelle vicinanze dei rilievi, mentre sulle Alpi e sulle Prealpi iniziavano a formarsi rovesci e locali temporali prefrontali di debole intensità a causa del sollevamento orografico.

Il fronte arrivò sul Veneto e sul Trentino nel tardo pomeriggio, presentandosi in forma di linea di groppo (o "squall line") in rapido movimento da ovest ad est. Nel giro di poche ore i temporali attraversarono tutto il Triveneto fino al confine sloveno, risultando particolarmente intenso sulle pianure. Queste immagini del radar di Teolo (ARPAV) di quel giorno testimoniano la notevole estensione del fronte temporalesco: 

 

Al passaggio del fronte si associavano forti rovesci (15-30mm nel giro di un'ora circa), ma soprattutto un brusco rinforzo del vento: furono proprio le raffiche di vento lineari legate ai venti discendenti dai cumulonembi a causare danni (principalmente alberi sradicati e localmente qualche danno agli edifici) in una fascia molto estesa che andava dal Padovano fino all'Udinese. Come spesso accade, gli effetti rovinosi delle raffiche temporalesche lineari (per le quali si può usare il termine inglese di "downburst"), fecero parlare erroneamente di "tromba d'aria", come si può vedere in questi articoli pubblicati nei quotidiani locali: 

 

http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2012/09/25/GO_19_01.html?ref=search&fbclid=IwAR1jKKC97_keoH5jqixfXThrHESO3mI2jAR4msLB1lScBkGSCV03H-mX8tc

https://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2012/09/24/news/padova-pioggia-e-vento-su-citta-e-provincia-1.5748184?ref=search&fbclid=IwAR3oH117i8ZVyu24Alpb8SuoUsRk5uu-OAnRNpH706zk52S08p9VoQhPulA

 

 

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