Prosegue la fase siccitosa

Buonasera a tutti!

Questi primi 4 mesi del 2020 sono stati contrassegnati da una penuria di precipitazioni che in alcuni settori del Triveneto sta sforando nell'ambito dell'eccezionalità, visto che, in assenza di una svolta meteorologica entro fine mese, verrebbero battuti in alcune località i record del minor accumulo per il periodo gennaio-aprile almeno degli ultimi 25 anni, primati appartenenti in genere al 2003, al 2012 e al 2017. Nei primi due mesi dell'anno il secco era causato dal fatto che il flusso atlantico scorreva ad alte latitudini, mentre l'Europa Meridionale era soggetta al predominio di una cintura di alte pressioni disposte sui paralleli. Poi nella prima decade di marzo le correnti umide oceaniche hanno raggiunto le nostre regioni determinando l'unico episodio pluviometrico consistente ed esteso di quest'anno. Da metà marzo però una nuova persistente anomalia barica si è imposta: un blocco anticiclonico continua ad insistere sull'Europa Centro-Occidentale spostando ripetutamente il suo baricentro dal Mediterraneo al Mare del Nord. Ne deriva un'alternanza tra fasi tiepide e soleggiate e afflussi di aria fredda dall'Est Europa verso il Mediterraneo Centrale (quando il blocco si sposta verso nord), correnti fredde che però sono anche prevalentemente secche e quindi causano soltanto bruschi sbalzi termici senza precipitazioni in grado di attenuare il deficit pluviometrico. A causa di questi venti molto secchi orientali abbinati alla totale assenza di pioggia, questo mese di aprile sta inoltre presentando un'anomalia a livello di umidità relativa e la bassa umidità aumenta l'evotraspirazione, accentuando gli effetti di una penuria di precipitazioni che presto rischia di mostrare le sue conseguenze sulla vegetazione e sulle coltivazioni.

La cosa confortante è che abbiamo davanti maggio e giugno, due mesi statisticamente molto piovosi che rappresentano per buona parte delle nostre regioni uno dei due picchi pluviometrici dell'anno (l'altro si colloca tra ottobre e novembre), motivo per cui ci sono buone probabilità che questa fase siccitosa si risolva con le piogge abbondanti e i temporali che normalmente caratterizzano la parte finale della primavera. 

Tuttavia al momento bisogna constatare che i modelli non mostrano nessuna svolta in tempi brevi e che quindi per almeno 5-8 giorni non si vedranno precipitazioni consistenti ed estese. Questa è una mappa con il totale delle precipitazioni previsto dall'ultima emissione del modello americano entro il 23 aprile, uno scenario dove è facile individuare la posizione del suddetto blocco anticiclonico, dalla caratteristica forma ad omega, evidenziata anche in rosso:

A livello di temperature, dopo il brusco calo termico osservato tra martedì e ieri a causa di un impulso di aria fredda da est, ora i valori si stanno riportando su livelli superiori alla media del periodo, con particolare riferimento alle massime che nel weekend si spingeranno intorno a 25°C nelle zone interne della pianura e in qualche vallata di bassa quota. Nel corso della prossima settimana, l'ennesimo sbilanciamento dell'anticiclone verso il Nord Europa potrebbe favorire un nuovo afflusso di aria più fresca dai quadranti nord-orientali, con calo termico e possibile comparsa di fenomeni di instabilità. Tuttavia questa evoluzione resta ancora incerta. 

Buona serata.