Tendenza a maggiore instabilità in un contesto ancora caldo

Buonasera a tutti!

Negli ultimi giorni le nostre regioni sono state colpite da un'ondata di calore che ha seminato primati storici di temperatura su buona parte dell'Europa Occidentale. Oltre a questi record, va segnalato che quello che si sta per chiudere risulterà il primo o secondo (a seconda delle zone) mese di giugno dall'inizio delle rilevazioni nel Triveneto, nonché il più secco almeno degli ultimi 20 anni in molte località. Inizia a destar scalpore (e anche un po' di preoccupazione) il gran numero di eventi estremi osservati negli ultimi mesi: ricordiamo i primati di secco di settembre nel Bellunese, gli eccezionali accumuli pluviometrici, localmente superiori a quelli di inizio novembre 1966, e i rovinosi venti della tempesta Vaia (27-29 ottobre) nelle zone montane, i record di caldo di fine febbraio, i record di piovosità di aprile e maggio, la nevicata tardiva del 5 maggio fino a quote collinari e i primati ventennali di freddo e scarso soleggiamento dello stesso mese.

Tornando al presente, il caldo si è attenuato nelle ultime ore grazie ad un impulso di aria relativamente fresca da est. Nei prossimi due giorni tuttavia assisteremo ad un nuovo, seppur lieve rialzo termico con valori nettamente superiori alle medie del periodo, anche se non ai livelli eccezionali osservati nei giorni scorsi. L'anticiclone, attualmente esteso su tutta l'Europa Occidentale, tenderà tuttavia a ripiegare verso il Mediterraneo aprendo le porte a qualche modesta infiltrazione di aria umida atlantica che dovrebbe riportare un po' di instabilità atmosferica anche sulle nostre regioni, con lo sviluppo di celle temporalesche pomeridiane e serali. In assenza di veri e propri sistemi frontali, si tratterà ancora una volta di fenomeni disorganizzati e di difficile previsione per quanto concerne l'esatta collocazione temporale e geografica, eventi che tuttavia potranno portare un temporaneo sollievo dalla calura e dal secco nelle zone interessate. Nella giornata di domani, domenica 30 giugno, i rovesci temporaleschi dovrebbero rimanere confinati alle aree dolomitiche e ai rilievi sudtirolesi, risultando locali e di breve durata, mentre tra lunedì e mercoledì si prevede un interessamento più esteso delle zone montane e un possibile sconfinamento in alcuni settori di pianura, specie nelle ore serali e notturne. Il nostro modello locale inizia già ad ipotizzare qualche fenomeno locali o sparso nelle pianure per la serata di lunedì come si vede in questa mappa (si tratta solo di un'indicazione generica sulla possibilità di questi temporali in pianura, più che di una previsione precisa di quali saranno le zone colpite:

Per quanto riguarda l'andamento delle temperature non si vedono grossi stravolgimenti all'orizzonte: per quanto l'instabilità possa determinare un generale lieve calo termico (temporaneamente significativo nelle zone interessate da temporali), i modelli indicano una persistenza di anomalie termiche positive nel corso della prima settimana di luglio.

Buona serata e buona domenica!

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