Lunga fase asciutta

Buonasera a tutti!

Dopo la debole perturbazione che mercoledì ha portato nevicate fino a quote basse, correnti da NW hanno causato un forte rialzo termico in quota (zero termico ad oltre 2000m), mentre in parte della pianura e nelle valli ristagna aria fredda e umida (nella giornata di oggi molte località della Valbelluna e della Valsugana hanno registrato temperature massine inferiori a 0°C). Si tratta della classica inversione termica che caratterizza una parte del nostro inverno.

Nei prossimi due giorni le cose non dovrebbero cambiare in modo significativo: perturbazioni da NW seguiteranno ad impattare contro l'arco alpino, dispensando abbondanti precipitazioni nei versanti esteri, mentre le nostre regioni vedranno solamente il transito di nuvolosità alta in un contesto insolitamente mite su parte della zona montana, generalmente freddo e umido nelle valli e in pianura. Con l'eccezione di alcune vallate, le zone montane verranno interessate da venti secchi e tiepidi di foehn, forti in alta quota.

Faranno eccezione le zone settentrionali dell'Adige (Alpi Venoste, Breonie e Aurine) che risentiranno marginalmente del maltempo presente in Austria (si tratta del fenomeno detto "sfondamento del muro del foehn"): qui saranno probabili precipitazioni in particolare tra domani pomeriggio alle ore centrali di lunedì, più consistenti in prossimità del confine austriaco.

Nella giornata di Natale aria più fredda farà il suo ingresso da NE mettendo fine alla fase mite in montagna e spazzando via temporaneamente nebbie e nubi basse in pianura. I cieli diverranno sereni e questo sarà l'inizio di una fase anticiclonica che potrebbe tenerci compagnia fin verso la fine dell'anno. Con il passare dei giorni il clima dovrebbe farsi più freddo e umido nelle pianure e nelle valli, con temperature minime ben inferiori a 0°C e comparsa di nebbie.

Terminerà un mese di dicembre segnato da forti anomalie pluviometriche negative soprattutto nelle aree montane dove in molti casi non si è raccolto nemmeno un quarto del quantitativo medio storico del mese in questione. Non si tratta comunque di una situazione eccezionale se si pensa che nel 2016 e nel 2015 dicembre aveva chiuso con accumuli nulli in buona parte del Triveneto.

Per finire, ecco una carta di previsione delle precipitazioni totali attese entro venerdì 28 dicembre. Si nota il contrasto tra le cumulate ingenti previste nei versanti esteri delle Alpi e il secco pressoché totale che domina nel versante italiano: 

 

Buona serata e buone feste!

 

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