Piogge intense nella giornata di venerdì

Buonasera a tutti!

Dopo un ottobre caldo e prevalentemente secco, novembre è iniziato con un andamento ben più dinamico e piovoso con numerosi fronti atlantici che si sono susseguiti da sabato scorso. Questa fase perturbata è destinata a proseguire forse fino alla metà del mese, stante la persistenza di una lacuna barica sull'Europa Occidentale che continua a pilotare umide correnti di libeccio e di scirocco verso la regione alpina, in quella che è una dinamica tipica di questo periodo dell'anno

Nello specifico, dopo la tregua asciutta e a tratti soleggiata attesa per domani, una nuova saccatura in affondo tra la Francia e il Mediterraneo Centrale dovrebbe portare una nuova ondata di maltempo, rapida ma intensa in alcuni settori. Le piogge inizieranno a raggiungere il Veneto e il Trentino dalla tarda serata di domani, giovedì 7 novembre, estendendosi fino al Friuli entro l'alba del giorno seguente. Questa è la mappa degli accumuli previsti nell'emissione mattutina del nostro modello locale: 

Come potete notare si tratterebbe di accumuli ingenti, considerato il fatto che in buona parte verranno totalizzati in meno di 24h tra la sera di domani e il pomeriggio di venerdì. Tuttavia c'è una residua incertezza sulla traiettoria dell'affondo depressionario, in quanto alcuni modelli continuano a vedere una dinamica più orientale che concentrerebbe le piogge intense nell'area montana del Friuli e al più nelle zone più orientali del Bellunese. Ad ovest della linea nera tracciata nella mappa non è quindi escluso che gli accumuli risultino ben inferiori a quelli indicati. 

Per quanto riguarda la quota neve, mentre sulle Prealpi il richiamo sciroccale spingerà la pioggia fin verso i 1900m, è probabile che nelle vallate interne delle Alpi la resistenza di sacche di aria fredda e l'omotermia di valle determinata dalle forti precipitazioni consenta alla neve di cadere copiosamente anche a 1300-1500m, con fugaci comparse anche a quote lievemente più basse. Saranno nevicate decisamente abbondanti oltre i 1800m con apporti che nel Friuli e nelle zone meridionali del Bellunese (Agordino, Zoldano) dovrebbero essere superiori al mezzo metro di neve fresca.

Tra sabato e domenica ci sarà una relativa tregua con tempo in prevalenza asciutto salvo residua variabilità nella giornata di sabato con occasionali rovesci più probabili nelle zone orientali del Triveneto. Nuove perturbazioni dovrebbero raggiungere le nostre regioni all'inizio della prossima settimana.

Buona serata!

Imminente ondata di gelo

Buonasera a tutti!

Stiamo per assistere ad un evento meteorologico molto rilevante, un'ondata di gelo di entità inconsueta che riguarderà la quasi totalità del continente europeo. Per quanto riguarda le nostre regioni, un'irruzione fredda così intensa alla fine di febbraio mancava dal 2005. La causa va ricercata nella formazione di estese aree di alta pressione in prossimità dell 'Artide, area che di solito in inverno è occupata dal Vortice Polare Troposferico, quindi da condizione di bassa pressione. Questa anomalia, probabilmente causata da un forte surriscaldamento della stratosfera in sede artica, tende ad invertire la normale circolazione delle correnti alle nostre latitudini: le masse di aria gelida che ristagnano sulle steppe dell'Eurasia e che di solito vengono trascinate verso l'Estremo Oriente dai venti occidentali dominanti, in questo caso si riversano verso l'Europa a causa delle correnti orientali che si instaurano sul bordo meridionale dell'anticiclone presente nell'area artica. Come si può notare in questa carta di previsione rielaborata valida per questa sera, sull'Europa affluiranno masse d'aria di origine siberiana (si nota il blocco anticiclonico che si spinge ben oltre il Circolo Polare):

L'aria fredda inizia già ad affluire in queste ore dalla porta della Bora, ma farà sentire i suoi effetti a partire dalla giornata di domani. Per quanto riguarda le conseguenze in termini di precipitazioni, i modelli di previsione non mostrano fenomeni significativi, salvo debolissime nevicate tra Prealpi Venete, Trentino e Veneto Occidentale tra stanotte e domattina. Tuttavia, data la difficoltà da parte dei modelli di prevedere i fenomeni legati ad irruzioni fredde da est e causati dal contrasto termico e dal sollevamento orografico, non si possono del tutto escludere modesti accumuli nevosi al suolo nelle aree pedemontane comprese tra Pordenonese occidentale e Vicentino (da Aviano a Valdagno approssimativamente) e nelle aree meridionali di Bellunese e Trentino. 

Tra lunedì e martedì il dato più significativo sarà il gelo: in pianura e nelle valli le temperature minime raggiungeranno punte intorno a -10°C in presenza di rasserenamenti notturni, mentre le massime faticheranno a superare lo zero; nelle conche montane innevate le punte minime dovrebbero superare la soglia dei -20°C. Ci saranno tratti nuvolosi ma senza precipitazioni, malgrado vi sia una remota possibilità di deboli, brevi e isolati fenomeni nevosi in prossimità delle Prealpi Venete e delle coste del Basso Veneto.

A metà settimana molto probabilmente prenderà avio un nuovo deciso mutamento della configurazione barica a livello europeo. Un nucleo di aria gelida in moto dalla Siberia verso ovest, andrà a portarsi dal Baltico verso l'Oceano Atlantico, scorrendo tra l'anticiclone presente in sede polare e un'area depressionaria posizionata tra le Azzorre e la Penisola Iberica, come si può notare in questa mappa di previsione rielaborata valida per mercoledì:

 

Questo spostamento dell'aria gelida continentale verso l'Oceano innescherà una risposta umida e mite in direzione dell'Europa Meridionale. Le correnti dai quadranti meridionali porranno fine probabilmente alla fase gelida su tutta Italia, ma potrebbero anche produrre una temporanea fase nevosa nella giornata di giovedì sul Nord Italia interagendo con l'aria fredda presente nei bassi strati.

Si tratta comunque di un'ipotesi da valutare in base ai prossimi aggiornamenti. Intanto preparatevi al gelo...

Buona serata!

 

Il ritorno della neve sulle Prealpi (foto)

Buonasera a tutti!

Dopo un mese di dicembre eccezionalmente secco e mite sui rilievi, finalmente in questi primi giorni del 2016 la neve è tornata ad imbiancare le nostre montagne. Si è trattato di nevicate di modesta entità che hanno interessato soprattutto la fascia prealpina, mentre le aree interne delle Alpi hanno ricevuto apporti nevosi esigui che mantengono eccezionale la situazione dell'innevamento alle alte quote dove sono mancati i tradizionali grandi accumuli nevosi autunnali. Nelle giornate di sabato 9 e lunedì 11 due perturbazioni atlantiche dovrebbero portare nevicate anche sulle Dolomiti anche se, contrariamente a quanto sembrava fino a ieri, le ultime emissioni modellistiche hanno ridotto sensibilmente gli accumuli previsti (difficilmente si supereranno i 20-30cm sui rilievi di Veneto e Trentino Alto Adige, mentre fenomeni più abbondanti dovrebbero interessare i rilievi friulani). Sulle Prealpi al contrario l'afflusso di aria mite dovrebbe alzare la quota neve fino a oltre 1500m, con conseguente fusione della neve accumulatasi nei giorni scorsi. 

Tornando al tema iniziale, tra il 31 dicembre 2015 e il primo giorno di quest'anno aria fredda continentale è affluita sulle nostre regioni. Nella giornata di sabato 2 gennaio un fronte atlantico è giunto sulle nostre regioni portando le prime precipitazioni dopo circa 40 giorni di secco. La presenza dell'aria fredda ha favorito il manifestarsi di precipitazioni nevose fino a quote molto basse e localmente in pianura tra Veronese, Vicentino e pedemontana del Grappa con lievi accumuli al suolo. Queste foto sono state scattate nella Valle di San Liberale (versante trevigiano del massiccio del Grappa) proprio nel pomeriggio di sabato:

Nel corso della serata e della nottata seguente la quota neve si è alzata fino a 800-1000m sul versante meridionale delle Prealpi, mentre in Valbelluna, riparata dal richiamo di aria mite, le nevicate hanno interessato il fondovalle portando accumuli di 10-15 nel settore occidentale. Deboli nevicate hanno interessato anche i fondovalle del Trentino Alto Adige e in Venezia Giulia l'ingresso della Bora ha determinato un crollo termico: la neve ha imbiancato il Carso e spruzzate di neve hanno raggiunto persino Gorizia e Trieste. Nella giornata di lunedì un nuovo fronte da ovest ha attraversato il Triveneto. Sulle Alpi, le Prealpi e la pedemontana veneta i fenomeni sono stati scarsi o assenti, mentre, grazie all'aria fredda continentale affluita nelle ore precedenti, brevi nevicate hanno interessato parte della pianura veneta e, in particolare, la medio-bassa pianura friulana e il Goriziano dove si sono accumulati fino a 7-8cm di neve. Nei giorni seguenti il freddo ha mantenuto pressoché intatto il manto nevoso sulle Prealpi e questa era la situazione oggi pomeriggio sul Monte Archeson (1400m circa, Massiccio del Grappa):

Ultimi temporali in attesa di una nuova ondata di calore

Buonasera a tutti! 

Negli ultimi giorni abbiamo correnti atlantiche hanno portato temporali sparsi e temperature nei ranghi delle medie storiche del mese di luglio. Si è così interrotta una lunga fase di caldo intenso che ha portato questo ad essere il primo o il secondo (in alcune zone non è stato battuto il record del 2006) mese di luglio più caldo mai registrato nelle nostre regioni, oltre che un mese nettamente più secco del normale quasi ovunque.

Questa parentesi di normalità è destinata a finire presto, visto che tutti i modelli matematici concordano nella previsione di una nuova e decisa rimonta dell'anticiclone subtropicale verso il Mediterraneo Occidentale e l'Europa Centrale nel corso della prossima settimana.

Tuttavia nei prossimi due giorni una blanda saccatura in transito da ovest verso est creerà le condizioni per qualche episodio di instablità. Nella giornata di domani, sabato 1 agosto, fin dal mattino transiterà nuvolosità alta e stratificata da SW. Non si escludono pioviggini o brevi piovaschi già a partire dalla tarda mattinata, ma non si tratterà di fenomeni consistenti. Tra la sera e la notte invece potrebbe svilupparsi qualche rovescio o temporale sparso in spostamento da ovest verso est. I fenomeni non saranno diffusi e molte località potrebbero rimanere a secco.

Residui fenomeni potrebbero insistere nelle prime ore del mattino di domenica sulle aree orientali del Friuli Venezia Giulia. Nel pomeriggio una vivace attività temporalesca dovrebbe dare origine a nuovi rovesci e temporali sui rilievi alpini, con possibili sconfinamenti alle aree limitrofe, più probabili su Udinese e Venezia Giulia.

Nei giorni seguenti si assisterà all'espansione verso il Mediterraneo centro-occidentale e la regione alpina dell'anticiclone nordafricano, come si può notare in questa mappa di previsione rielaborata per giovedì 6 agosto:

Si può notare che l'asse di questa nuova rimonta africana è proprio diretto dal Maghreb verso la regione alpina, mentre le fresche correnti atlantiche (freccia blu) vengono deviate verso alte latitudini.

Avremo così tempo stabile e soleggiato in pianura, mentre le zone alpine dovranno fare i conti con i consueti temporali di calore pomeridiani, brevi ma localmente intensi. Le temperature saliranno rapidamente portandosi su valori ben superiori alla norma. Tra giovedì e venerdì è probabile che in molte località di pianura tornino a superare la soglia dei 35°C di temperatura massima, mentre le minime saranno diffusamente superiori a 20°C.

Buona serata e buon fine settimana a tutti!

Fase anticiclonica per tutta la prima decade di gennaio

Buonasera a tutti!

Dopo la fugace apparizione della neve fino a quote pianeggianti del 27 dicembre, seguita da alcune giornate di freddo intenso, con l'anno nuovo l'afflusso di aria insolitamente mite ha causato un repentino rialzo termico in montagna (oltre 15°C di sbalzo termico in 3 giorni) dove ieri si sono registrate temperature massime di 8°C/10°C a 1500m di quota. In pianura e nelle valli invece tale rialzo termico è stato più graduale e nelle ore notturne le inversioni termiche hanno consentito brinate diffuse.

Dopo il peggioramento a carattere prevalentemente nevoso di sabato scorso, il tempo si è mantenuto in prevalenza asciutto e soleggiato. Le cose non sono destinate a cambiare almeno per i prossimi 8-10 giorni, stante la persistente espansione dell'anticiclone delle Azzorre verso la Penisola Iberica, il Mediterraneo centro-occidentale e la regione alpina, una configurazione ben delineata da questa mappa di previsione per martedì 6 gennaio (la linea rossa delimita l'anticiclone):

L'unico disturbo è rappresentato da una sistema perturbato che in queste ore si sta addossando al versante settentrionale delle Alpi e che entro domattina determinerà deboli fenomeni sulle aree settentrionali dell'Alto Adige e possibili deboli nevicate anche sulle cime dolomitiche più settentrionali. Sulle rimanenti aree alpine e a tratti fin verso la pedemontana si attiverà invece il favonio, vento secco di caduta dalle Alpi, con raffiche anche intense, specialmente in quota.

Le correnti settentrionali dovrebbero impedire la formazione delle nebbie almeno fino a martedì; in seguito invece è probabile il ritorno di tale fenomeno a partire dalle basse pianure del Veneto.

Per quanto riguarda le temperature, l'ondata di gelo che nei prossimi giorni colpirà l'Europa Orientale e la Turchia (indicata dalla freccia blu nella carta di previsione che potete vedere sopra) lambirà lievemente le nostre regioni riportando le temperature su valori prossimi alla norma. Il calo termico, che avverrà entro lunedì, sarà più marcato in quota, dove maggiori erano state la anomalie termiche positive negli ultimi giorni.

Grazie per l'attenzione e buona serata!

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