Le nevicate del 21-22 febbraio 2013

Tra la seconda metà di gennaio e il mese di febbraio 2013 il Triveneto è stato interessato da numerose perturbazioni associate a nevicate molto abbondanti fino a bassa quota (punte di oltre 2m di neve fresca oltre i 1000m sulle Prealpi). A più riprese però la neve ha fatto la sua comparsa anche in alcuni settori della pianura padano-veneta. L'ultimo episodio nevoso a quote pianeggianti si è verificato tra il 21 e il 22 febbraio. 

La configurazione responsabile di questa nevicata vedeva una goccia fredda in quota che in pochi giorni si è spostata con moto retrogrado dalla Polonia verso le Alpi Occidentali, posizione dalla quale spingeva aria umida dai quadranti sud-occidentali verso le nostre regioni in quota (alla superficie isobarica di 500hpa). Nel contempo al suolo si generavano minimi di bassa pressione che dal Mediterraneo Occidentale si spostavano verso l'Italia Centrale e il Medio Adriatico, aspirando aria fredda continentale dai quadranti nord-orientali sulle nostre regioni. Si aveva pertanto una combinazione di aria umida dai quadranti meridionali in quota e aria gelida da NE nei bassi strati, un mix favorevole a cadute di neve fino al piano. In queste due carte, relative rispettivamente alla notte tra il 21 e il 22 febbraio 2013 e alla notte seguente, è evidenziata la circolazione in quota (nella prima potete vedere la posizione della goccia fredda cerchiata e le correnti a 500hpa) e quella al suolo ( nella seconda sono evidenziati i minimi di pressione e indicate le correnti da NE):Il tempo iniziò a peggiorare nella seconda parte del 20 febbraio, con piogge sparse nel Basso Veneto e in prossimità della costa. Nella notte seguente l'ingresso di aria fredda continentale dai quadranti nord-orientali innescò piogge e rovesci passeggeri in prossimità dell pedemontana, nevosi fino a quote molto basse: nel tratto pedemontano veneto spruzzate di neve (1-3cm) raggiunsero i 200m di quota.

Al mattino del 21 febbraio il cielo risultava nuvoloso, ma nel corso della giornata il tempo peggiorò nel Veneto con precipitazioni in risalita da SW verso NE. Inizialmente si trattava di deboli nevicate senza accumulo, ma con l'intensificarsi della precipitazione e il calare della temperatura, la neve iniziò ad attecchire a partire dal Vicentino e dal Padovano. In serata buona parte della pianura veneta era interessata dalla nevicata con accumuli che raggiunsero i 10-15cm nel Vicentino Occidentale, 5-10cm nel Padovano, nel Bassanese e lungo la pedemontana del Grappa, 3-5cm nel Veronese e nel Trevigiano Occidentale. Nel Trevigiano Orientale e nel Pordenonese invece la precipitazione risultò debolissima e gli accumuli nulli a causa dei venti nord-orientali di caduta dalle Prealpi che seccarono l'aria. In serata le nevicate raggiunsero anche il Trentino (7-10cm in Valsugana, 3-5cm nel fondovalle di Trento) e il Bellunese (circa 5cm in Valbelluna), mentre i fenomeni risultarono scarsi nelle zone interne delle Alpi a causa dei venti nord-orientali secchi.

A partire dalla tarda serata i fenomeni cessarono in buona parte del Veneto centro-occidentale, mentre precipitazioni in risalita dal Mare Adriatico determinarono un peggioramento tra Veneziano Orientale, bassa pianura friulana e Venezia Giulia con nevicate diffuse. Mentre in buona parte di queste zone non si accumularono più di 5cm, nel Triestino la nevicata, che si presentava a carattere di tormenta a causa dei forti venti di Bora, risultò particolarmente intensa e a tratti accompagnata da lampi e tuoni, mentre la temperatura negativa favoriva un rapido accumulo al suolo. Nel capoluogo giuliano si depositarono tra i 7 e i 12cm, con accumuli molto irregolari a causa del vento.

Ma per la Venezia Giulia non era ancora finita: nel corso della serata del 22 febbraio nuove precipitazioni nevose in risalita da SW depositarono diffusamente 1-4cm tra Triestino e Goriziano. Spolverate di neve interessarono stavolta anche l'Udinese, rimasto ai margini del primo episodio nevoso. Per Gorizia e Trieste si trattava dell'ennesimo episodio nevoso di un inverno per certi versi eccezionale: ripetuti episodi nevosi avevano depositato un accumulo totale stagionale di 45-50cm in entrambe le città contro una media storica di circa 5cm. A Trieste l'ultimo episodio nevoso si sarebbe verificato addirittura il 25 marzo, quando aria gelida da NE nei bassi strati determinò un'alternanza tra neve e gelicidio (o pioggia congelante), fenomeni del tutto inconsueti per la fine di marzo.

Grazie per l'attenzione e buona serata!

 

 

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