Il freddo e le nevicate di fine novembre 2008

Malgrado l'inverno meteorologico inizi il primo giorno di dicembre, non è raro che già a novembre precoci irruzioni di aria fredda portino temperature pienamente invernali e nevicate fino a quote pianeggianti sulle nostre regioni. Uno tra gli episodi di freddo precoci più significativi degli ultimi anni si verificò nella terza decade di novembre 2008. Il responsabile di questa ondata di freddo fu un blocco anticiclonico ad ovest dell'Europa sul cui bordo orientale si attivò un massiccio flusso di aria polare-marittima diretto verso l'Europa e il Mediterraneo, come si può notare in questa carta rielaborata relativa alla notte tra il 21 e il 22 novembre 2008:

Fu proprio tra la sera di venerdì 21 novembre e la mattina del 22 novembre che l'aria fredda valicò le Alpi scatenando furiosi venti di caduta sulle zone montane e pedemontane: in queste ultime zone si registrarono diffusamente raffiche a 50-70km/h, con punte di 90-100km/h nella pedemontana udinese e in quella vicentina. Quando si verificano episodi di foehn da nord, di solito le nubi e le precipitazioni rimangono bloccate sul versante settentrionale della catena alpina, mentre a sud l'aria è secca e non si verificano precipitazioni. Tuttavia in questo caso le correnti in quota erano così forti che nubi e precipitazioni si spinsero ben oltre lo spartiacque alpino: in mattinata vennero segnalati fiocchi di neve a Bolzano, a Trento e persino in alcuni tratti pedemontani del Veneto, mentre nella zona di Merano si depositarono 2-5cm di neve e spolverate interessarono buona parte dell'area dolomitica.

A partire dal pomeriggio il vento si calmò e il tempo migliorò anche sulle Alpi, preludio ad una domenica caratterizzata da cielo sereno e limpido e clima invernale con gelate diffuse anche in pianura nelle ore notturne. Nulla lasciava presagire l'imminente precoce comparsa della neve a tutte le quote...

Ma ecco che a partire dalle ore serali di domenica sul bordo orientale del blocco anticiclonico atlantico un vortice colmo di aria polare-marittima si fiondò rapidamente dall'Islanda verso le Isole Britanniche e la Francia. Davanti alla depressione era presente un fronte freddo foriero di piogge e nevicate, come si può notare in questa mappa relativa alla notte tra il 23 e il 24 novembre 2008 (in grigio scuro la posizione del fronte):

 

 

L'affondo depressionario era sufficientemente occidentale da richiamare correnti miti e umide da SW verso il Triveneto, indispensabili per avere precipitazioni, ma fu talmente rapido che tali correnti non ebbero il tempo di scalzare la massa d'aria fredda presente sulle nostre regioni. Erano le condizioni perfette per la neve fino a quote pianeggianti. 

Nelle primissime ore di lunedì 24 novembre 2008 il cielo si coprì rapidamente di nubi alte e i primi fiocchi fecero la loro comparsa a partire dal Basso Trentino, estendendosi entro l'alba a tutto il Trentino e a buona parte del Veneto, mentre in Alto Adige i fenomeni rimasero scarsi o assenti. Le neve iniziò ad attecchire fin da subito nella vallate alpine e nella pedemontana vicentina, mentre nel resto della pianura veneta inizialmente la temperature superiori allo zero impedirono gli accumuli e in alcuni settori della bassa pianura i primi fenomeni furono a carattere piovoso. Nella prima parte della mattinata la parte più intensa del fronte raggiunse il Veneto: con l'arrivo di precipitazioni più intense e talora temporalesche (nel Padovano ci fu persino attività elettrica), la temperatura si avvicinò allo zero e 2-5cm di neve imbiancarono buona parte della pianura veneta, salvo il Polesine Orientale e il Veneziano Orientale dove gli accumuli risultarono scarsi o nulli per la prevalenza della pioggia. Nel frattempo nelle vallate trentine, in Valbelluna e nelle zone collinari dell'Alto Vicentino gli accumuli al suolo superavano i 10cm con punte vicine a 20cm ai piedi del Pasubio. Sulle Prealpi le temperature ben inferiori allo zero consentirono accumuli molto consistenti (20-30cm), mentre nelle zone dolomitiche settentrionali le precipitazioni risultarono invece modeste.

In tarda mattinata i fenomeni più intensi si portarono sul Friuli Venezia Giulia: anche in questo caso la temperatura diminuì con l'arrivo delle precipitazioni più consistenti consentendo accumuli al suolo: nella fascia pedemontana e collinare a nord di Udine si depositarono fino a 10-15cm in poche ore, nella zona di Udine circa 5cm, mentre gli accumuli risultarono scarsi nel Pordenonese a causa delle scarse precipitazioni e in Venezia Giulia a causa della prevalenza della pioggia, specie in prossimità della costa dove si registrarono 20-40mm di pioggia. Nel Tarvisiano invece la nevicata fu intensa con accumuli al suolo di 30-40cm.

A partire dal pomeriggio i fenomeni cessarono ovunque lasciando spazio ad una parentesi di bel tempo con temperature tipicamente invernali che in alcune zone consentirono il mantenimento del manto nevoso: in particolare nelle vallate del Trentino e in Valbelluna le temperature minime intorno a -7°C e le temperature massime inferiori a 5°C conservarono buona parte dei 10-15cm di neve caduti. Dal 28 novembre invece la situazione mutò a causa dell'arrivo di correnti miti e umide dall'Atlantico che portarono la pioggia in pianura e abbonanti nevicate sulle Alpi e inizialmente anche a bassa quota nelle valli alpine e prealpine. Era l'inizio di una fase caratterizzata da nevicate imponenti sulle Alpi Orientali (accumuli diffusamente superiori al metro sulle Dolomiti) che avrebbero causato notevoli disagi alla circolazione e black-out fino a metà dicembre.

Grazie per l'attenzione e buona serata!

 

 

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