Le nevicate di inizio gennaio 2008

Nei primi giorni di gennaio 2008 la combinazione tra correnti fredde continentali provenienti dall'Europa Orientale e i venti umidi e miti pilotati da una saccatura atlantica in arrivo dall'Europa Occidentale creò le condizioni per nevicate fino a quote pianeggianti nel Triveneto. Il primo episodio nevoso si verificò il 2 gennaio 2008 a causa di umide e gelide correnti da E/SE che hanno determinato precipitazioni da sollevamento orografico (quando le correnti incontrano perpendicolarmente una catena montuosa sono costrette a sollevarsi con conseguente rapida condensazione e precipitazioni) a ridosso delle Prealpi Venete. Ecco qui la carta della pressione sull'Europa relativa a quel giorno. Le frecce blu e rosse indicano rispettivamente le correnti fredde e calde che ruotano in senso antiorario attorno alle depressioni (lettera T), in senso orario attorno agli anticicloni (lettera H): Già all'alba il cielo si presentava coperto con i primi fiocchi di neve ma presto iniziarono le nevicate intermittenti, a  tratti intense su tutta la fascia pedemontana compresa tra il Vicentino e il Trevigiano e nel primo pomeriggio, al termine della nevicata, queste zone si presentavano imbiancate da 3-5cm di neve. Ecco due foto scattate a Cavaso del Tomba (TV): Nel pomeriggio del 2 si aprirono temporanee schiarite in attesa del peggioramento del giorno successivo quando sopraggiunse una perturbazione atlantica preceduta da un massiccio richiamo di aria umida e mite dai quadranti meridionali come mostra questa mappa delle isobare in cui ho inserito le correnti calde e fredde: Quando una massa di aria calda e umida investe un'area occupata in precedenza da una massa di aria fredda, si creano le condizioni per la cosiddetta nevicata da cuscinetto o da scorrimento, in quanto l'aria fredda più pesante resiste nei bassi strati in prossimità del suolo obbligando le correnti calde a scorrere sopra e mantenendo in forma solida (nevosa) le eventuali precipitazioni, finché l'aria calda non riesca a prevalere su quella fredda anche a bassa quota, trasformando la neve in pioggia. Nella pianura padano-veneta le nevicate da cuscinetto nella maggior parte dei casi vengono sostituite dalla pioggia nel giro di poche ore in quanto non vi è una catena montuosa a Sud che offra protezione dalle correnti calde, mentre nel Nordovest e nelle valli alpine la presenza di montagne a Sud fa sì che le precipitazioni possano rimanere nevose anche per più di 24, garantendo in alcuni casi accumuli nevosi ragguardevoli (tra il 26 e il 27 gennaio 2006 a Feltre si depositarono 100-120cm di neve per questo motivo). Fu così  che nella seconda parte del giorno 3 nevicate dapprima deboli e poi più intense si diffusero da ovest verso est su buona parte della pianura veneta e in Trentino, depositando 5-8cm nel Vicentino e 3-5cm nel Padovano e nel Rodigino. Nel Veneto Orientale e  in Friuli gli accumuli furono esigui con spolverate di neve sparse seguite dalla pioggia che in nottata si estese a tutta la pianura padano-veneta per il cedimento del "cuscino" di aria fredda ad opere delle correnti miti e umide di scirocco. Nelle vallate alpine trentine e venete, grazie alla protezione offerta dalle montagne, la precipitazione rimase nevosa fino al mattino successivo depositando al suolo 8-12cm in Valbelluna, Valsugana e Valle dell'Adige, mentre nelle valli dell'Alto Adige le precipitazioni furono scarse e gli accumuli nevosi non superarono i 5cm.  Ecco per concludere due foto scattate a Cavaso del Tomba (TV) nella serata del 3 gennaio:

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