Maltempo e nubifragi di metà settembre 2009

Nella fase di transizione dall'estate all'autunno, e in particolare intorno alla metà di settembre, spesso si verificano intense ondate di maltempo definite anche "tempeste equinoziali". Poiché il mare tende a conservare il calore accumulato nel corso del trimestre estivo, non è raro che, durante queste fasi perturbate, la forte evaporazione determinata dalle elevate temperature delle acque superficiali favorisca la genesi di nubifragi in prossimità delle coste, come è accaduto ad esempio il 26 settembre 2007 (200-300mm in poche ore nella zona di Mestre) e nel caso oggetto di questo approfondimento.

L'intenso peggioramento che si verificò tra il 14 e il 17 settembre 2009 fu causato da un vortice colmo di aria fresca che si mosse rapidamente dal Mar Baltico verso la regione alpina, raggiungendo infine il Mediterraneo Occidentale, da dove pilotò umide correnti meridionali verso l'Italia Settentrionale.

Nella giornata di lunedì 14 settembre il vortice, muovendosi verso SW sul bordo orientale di un forte anticiclone centrato sulle Isole Britanniche, raggiunse le Alpi, come si può notare in questa mappa rielaborata:

Il contrasto tra l'aria fresca in ingresso e l'aria calda preesistente, unitamente alla rotazione ciclonica delle correnti occidentali in quota, favorì lo sviluppo di temporali diffusi su buona parte delle regioni nord-orientali. Le piogge risultarono più intense nel Trevigiano e nelle zone pedemontane del Friuli dove si totalizzarono accumuli di 60-100mm. L'ingresso di aria fresca favorì inoltre nevicate oltre i 1800-2000m, ma sulle Dolomiti Settentrionali la neve imbiancò anche località al di sotto dei 1500m. Gli accumuli nevosi furono particolarmente significativi sul Cadore e le Alpi Carniche (20-40cm oltre 2000m), prevalentemente scarsi in Alto Adige.

Nei giorni seguenti l'area depressionaria si spostò sul Mediterraneo Centro-Occidentale, da dove convogliò venti di scirocco (SE), carichi dell'umidità raccolta sul Mare Adriatico, verso le nostre regioni, come si può osservare in questa mappa rielaborata relativa a mercoledì 16 settembre 2009:

Il 15 settembre fu una giornata di relativa tregua con cieli nuvolosi e qualche rovescio localmente intenso sul Basso Veneto (60mm a Castelnovo Bariano, RO), ma dalle tarda serata il tempo peggiorò sensibilmente a partire dalle aree meridionali e costiere, preludio ad una giornata alquanto burrascosa.

Fin dal primo mattino del 16 settembre le correnti sciroccali andarono ad alimentare un sistema temporalesco autorigenerante che scaricò ingenti quantità di pioggia nelle aree a cavallo tra le province di Padova e Venezia. A partire dalla tarda mattinata in queste zone la situazione divenne critica con allagamenti ed esondazioni diffuse mentre gli accumuli pluviometrici raggiungevano picchi di 180-220mm nella zona di Cavarzere (VE), Fiesso d'Artico (VE) e Bovolenta (PD). Ma accumuli superiori a 100mm si registrarono anche a Padova, dove si registrarono allagamenti diffusi, e a Venezia. Questa fu l'area più colpita, ma il maltempo non risparmiò anche il resto del Triveneto: il sollevamento orografico determinato dallo scirocco generò intense piogge con accumuli compresi tra 100 e 200mm sulle Prealpi tra il Pordenonese e il Vicentino (zone abituate a questo tipo di accumuli soprattutto in autunno) e forti piogge colpirono anche la costa friulana (60-80mm tra Lignano e Grado). In Trentino Alto Adige si registrarono accumuli decrescenti da sud verso nord con massimi di 50-100mm nelle località al confine con il Veneto. 

Nei giorni successivi la depressione si allontanò lentamente verso ovest, influenzando marginalmente le regioni nord-orientali: il giorno 17 temporali sparsi colpirono il Friuli Orientale e la Venezia Giulia con accumuli di 20-40mm, mentre nella serata del 18 celle temporalesche sparse interessarono il Vicentino. Questo progressivo miglioramento annunciava l'inizio di una lunga fase soleggiata e mite che sarebbe durata fino alla fine del mese di settembre.

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