I violenti temporali del 29 giugno 2006

 

La seconda metà di giugno 2006 fu caratterizzata da caldo intenso e tempo soleggiato, salvo temporali pomeridiani sulla Alpi, a causa dell'espansione verso l'Italia dell'Anticiclone Nordafricano. In queste situazioni di caldo prolungato basta una modesta infiltrazione di aria fresca per innescare violenti temporali ed è proprio quello che accadde il 29 giugno 2006. In quella giornata infatti una piccola ondulazione di origine atlantica, associata ad aria relativamente fresca, attraversò l'Italia Settentrionale da ovest ad est scorrendo sul bordo nord-occidentale dell'anticiclone, come mostra questa mappa relativa alla notte tra il 28 e il 30 giugno 2006 (la linea nera delimita l'anticiclone, la linea blu evidenzia l'ondulazione atlantica):

 

 

Nella tarda mattinata celle temporalesche si generarono tra le Alpi Bresciane e le pianure della Lombardia Orientale andando a fondersi in un'unica, potente linea temporalesca ("squall line" in inglese) che entro il tardo pomeriggio attraversò tutto il Triveneto da ovest ad est, risparmiando solo le basse pianure e le aree costiere. L'elemento più significativo di questo passaggio temporalesco fu indubbiamente il vento: la linea temporalesca era infatti associata a raffiche di vento di rara intensità che spazzarono le alte pianure e le zone pedemontane di Veneto e Friuli con punte di 123km/h a Maser (TV), 113km/h ad Arcole (VR), 105km/h a Farra di Soligo (TV) e 100km/h a Santa Giustina (BL). I danni e i disagi furono innumerevoli: gli alberi abbattuti mandarono in tilt la viabilità e i danni alle linee elettriche generarono prolungati black-out, alcune case risultarono scoperchiate e anche la base aerea americana di Aviano (PN) riportò ingenti danni. I giornali e le reti televisive locali parlarono di trombe d'aria o tornado, ma molto probabilmente non vi fu nessun fenomeno vorticoso, ma soltanto raffiche lineari legate al fenomeno del "downburst", violente raffiche di vento che discendono dalla nube temporalesca e, una volta raggiunto il suolo, sono costrette a muoversi in orizzontale, assumendo talora intensità notevoli, come in questo caso. 

Per quanto riguarda le precipitazioni, data la rapidità del passaggio temporalesco, non vi furono grandi accumuli, tuttavia vanno segnalati i 37,4mm registrati a Vittorio Veneto (TV), i 35,8mm rilevati a Maser (TV) e i 35,6mm di Rosà (VI).

Ora passo al racconto dei miei ricordi di quella giornata che, a Cavaso del Tomba (TV), iniziò con la solita afa che aveva caratterizzato i giorni precedenti. Tuttavia in cielo c'erano molti stratocumuli e altocumuli, segnale dell'elevata instabilità dell'atmosfera e inoltre le previsioni annunciavano la tanto agognata rottura temporalesca nel pomeriggio.

Dopo le 12 comparvero delle velature a partire da ovest. Inizialmente sembravano innocue nubi cirriformi ma, quando il sole scomparve e il cielo divenne uniformemente grigio, fu chiaro che si trattava di una vasta incudine temporalesca. Pochi minuti dopo iniziarono i primi tuoni sommessi mentre il cielo si incupiva lentamente e poi all'improvviso all'orizzonte verso ovest apparve un muro nero di nubi basse. Si trattava di una shelf cloud (nube a mensola), ovvero una linea di nubi basse che precede il fronte delle raffiche discendenti dalla cella temporalesca e i rovesci di pioggia. La nube avanzò rapidamente creando uno scenario spettacolare e impressionante con nubi nere che correvano velocissime lambendo con le loro frange più basse le colline a sud del paese ad appena 300-400m di altitudine. Passata la shelf cloud, arrivarono rovesci di pioggia e furiose raffiche di vento da sud-ovest.

A Cavaso i danni furono modesti e limitati a rami spezzati e qualche piccolo albero abbattuto, grazie forse alla protezione offerta dalle colline che dividono la Valcavasia dalla pianura. Appena a sud di queste, nei paesi di Monfumo, Castelcucco, Asolo e Fonte, i danni furono ben più gravi e riguardarono non solo gli alberi, ma anche i tetti delle case. In serata, quando ormai il cielo era sereno e l'afa aveva lasciato il posto al fresco, sono andato da mia nonna che abita a Montebelluna (TV), poiché era rimasta senza corrente e aveva subito dei danni al tetto e agli alberi del giardino. Lo scenario nel Montebellunese era incredibile: molte strade erano interrotte per la caduta degli alberi e i danni della tempesta erano visibili ovunque, mentre molte camionette dei vigili del fuoco erano in strada per gli interventi. Non avevo mai visto niente di simile nella mia zona e non scorderò mai il temporale del 29 giugno 2006.

Aggiungo infine il link di un articolo relativo allo stesso evento meteorologico scritto da Giorgio de Luca. All'interno dell'articolo vi è anche un filmato girato a Cornuda (TV) durante il fortunale.

http://ricercasperimentale.blogspot.it/2010/01/tromba-daria-sul-montelliano-e-lasolano.html

 

 

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