I forti temporali dell'11 maggio 2014

L'Italia Settentrionale è frequentemente interessata da temporali nel corso dei mesi più caldi dell'anno, indicativamente tra maggio e settembre. Si pensi che in generale la fascia prealpina e pedemontana del Triveneto costituisce una tra le aree mediamente colpite dal maggior numero di fulmini a livello europeo. Non mancano ogni anno episodi temporaleschi violenti, associati a grandinate, rovinose raffiche di vento e talora persino a tornado, soprattutto nelle zone pianeggianti. Questi eventi intensi tendono a concentrarsi nel trimestre estivo, quando le masse di aria calda e umida che ristagnano nella Pianura Padana forniscono molta energia ai temporali che si sviluppano appena entra aria più fresca, diversamente da quanto accade nei mesi primaverili. Tuttavia non mancano esempi di temporali di forte intensità capitati in primavera e, tra questi, il fronte dell'11 maggio 2014 è forse il caso più significativo degli ultimi anni.

Dopo un sabato insolitamente caldo, con valori massimi di 26-28°C in pianura, la giornata di domenica 11 maggio 2014 si apre con molte nubi e i primi deboli fenomeni sui rilevi del Friuli. Un vigoroso fronte freddo si sta addossando alle Alpi Occidentali, pronto a valicarle scalzando bruscamente l'aria calda preesistente. Nel corso della giornata i venti meridionali che precedono la perturbazione iniziano a rinforzare a partire dal Basso Veneto e dalle coste. il sollevamento orografico generato dalle correnti di libeccio innesca i primi forti rovesci sulle Alpi Giulie, mentre a metà pomeriggio le nubi cumuliformi iniziano ad evolvere in cumulonembo nelle alte pianure del Friuli dando origine alle prime manifestazioni temporalesche.

A metà pomeriggio il fronte valica le Alpi Centrali innescando i primi forti temporali tra Valtellina e Alto Adige, con locali grandinate. Nel frattempo nelle pianure del Triveneto si assiste ad un brusco rinforzo dei venti da sud, con raffiche fino a 50km/h che spingono le nubi verso le Prealpi: così, mentre in pianura il cielo rasserena inaspettatamente, sui rilevi prealpini si innescano in pochi minuti numerose celle temporalesche. Questi temporali rimangono bloccati in prossimità delle Prealpi dai forti venti meridionali che allo stesso tempo li alimentano rendendoli sempre più intensi, fino a generare un unico fronte temporalesco esteso dai Monti Lessini fino alle Alpi Giulie. In questa immagine satellitare si notano le celle temporalesche (colore bianco brillante) del fronte freddo presente sulle Alpi Centro-Orientali, mentre altri cumulonembi stanno esplodendo lungo le Prealpi (la linea comincia appena ad est del Lago di Garda):

 

Queste invece sono tre immagini del radar di Teolo (ARPAV) che documentano la rapida evoluzione delle celle temporalesche (nuclei verdi, gialli o arancioni al crescere dell'intensità delle precipitazioni in atto) sulle Prealpi Venete alle ore 18.00, 18.50 e 19.00 locali: 

 

Una volta vinta la resistenza dei venti meridionali, il fronte travolge la zone pedemontane. In questa fase rovinose grandinate con chicchi fino a 5cm di diametro colpiscono numerose località dall'Alto Vicentino fino alla zona collinare di Udine passando per la Pedemontana Trevigiana e l'Alta Pianura Pordenonese. Nell'Alto Friuli si scatenano inoltre nubifragi che scaricano fino a 50-70mm in poco più di un'ora in diverse località comprese tra Udine e le Prealpi Giulie. Nella località di Dignano, nei pressi di Spilimbergo (PN) viene osservato persino un tornado che tocca terra per pochi minuti. Le Alpi Giulie nel corso della giornata ricevono 100-130mm di pioggia, con il limite delle nevicate che cala fin sotto i 1500m al passaggio del fronte freddo.

Successivamente il fronte temporalesco perde vigore spostandosi verso le basse pianure, dissolvendosi completamente in Veneto e proseguendo la sua corsa verso SE in Venezia Giulia. Forti venti settentrionali irrompono al suo seguito con raffiche che superano i 110km/h sul Monte Grappa e 70-90km/h nella relativa pedemontana, dove si segnalano rami spezzati e piccoli alberi sradicati. Termina in questo modo burrascoso uno tra gli eventi temporaleschi più importanti degli ultimi anni per intensità ed estensione degli episodi violenti. 

L'articolo finisce con alcune foto scattate a Cavaso del Tomba (TV), ai piedi del Monte Grappa, nella serata dell'11 maggio 2014. Nelle prime foto si vede il fronte temporalesco in arrivo, nelle immagini seguenti sono rappresentati i chicchi di grandine caduti durante il temporale:

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