Le intense piogge di metà marzo 2011

La primavera del 2011 risultò in prevalenza calda e secca, al frequente posizionamento di aree di alta pressione sull'Europa Occidentale. Tuttavia a metà marzo si registrò una fase di pesante maltempo con piogge insolitamente intense per un mese che di solito non fa registrare eventi pluviometrici particolarmente intensi a causa del fatto che le temperature superficiali del Mar Adriatico risultano raffreddate dopo i tre mesi invernali e quindi forniscono meno vapore acqueo all'atmosfera.

Responsabile di tale maltempo fu un vasto affondo depressionario sull'Europa Occidentale, dal quale si staccò poi un vortice ciclonico che dalla Spagna si spostò verso E/NE investendo in pieno l'Italia centro-settentrionale. Una prima perturbazione transitò tra la seconda parte del giorno 13 marzo e la notte seguente, quando le piogge più intense si concentrarono tra Veneto Orientale (48mm ad Eraclea, VE) e Friuli Venezia Giulia (57mm a Maniago, PN, punte intorno a 70mm nella pedemontana udinese), mentre nel resto del Triveneto gli accumuli rimasero generalmente inferiori a 30mm. Tra il 14 e il 15 marzo la saccatura continuò a pilotare correnti di libeccio umide e miti verso l'Italia come si può notare in questa mappa relativa al 14 marzo 2011 (si noti la vasta saccatura presente tra l'Europa Occidentale, le isole Azzorre e il Marocco, che determina il richiamo di aria calda e umida dai quadranti sud-occidentali verso il Mediterraneo Centrale):

Queste correnti sud-occidentali concentrarono i fenomeni più intensi sul Friuli Orientale, grazie al sollevamento orografico che sempre si verifica con il libeccio a ridosso dei rilievi delle Alpi Giulie: si registrarono pertanto accumuli di 50-70mm nella sola giornata del 15 marzo sulla pedemontana udinese, mentre anche la Venezia Giulia fu interessata da rovesci irregolari che scaricarono 20-30mm. Altrove invece in questa fase non si registrarono piogge particolarmente significative ma solo piovaschi sparsi in un contesto di cieli grigi e clima mite. 

 

Il 16 marzo la situazione cambiò a causa dell'approssimarsi di un vortice depressionario dalla Spagna, ben evidente in questa mappa relativa al 16 marzo 2011: 

 

Come si può notare dalle frecce aggiunte alla carta, il vortice attivò intense e umide correnti di scirocco (SE), responsabili di un forte e generalizzato peggioramento sul Nordest. Stavolta l'area più colpita fu la fascia prealpina e pedemontana tra Veneto e Pordenonese dove tra la mattina del 16 e quella del 17 si registrarono accumuli di 80-120mm (116mm a Bassano del Grappa, VI), con punte superiori nelle località prealpine più esposte al fenomeno dello stau (sollevamento orografico) in caso di scirocco (208mm a Piancavallo). Gli accumuli furono significativi anche tra il Veneto Orientale e la pianura friulana (accumuli diffusi di 60-80mm), mentre risultarono modesti nel Triestino (30-40mm) e in Alto Adige (20-30mm), aree riparate rispettivamente dai rilievi istriani e da quelli alpini dall'assalto dei venti di scirocco. In Veneto le intense piogge causarono alcuni danni: nel Veronese il torrente Tramigna ruppe gli argini allagando il centro abitato di Soave, già alluvionato pochi mesi prima (inizio novembre 2010), mentre nel Veneziano entrò in crisi la rete idrografica minore con conseguenti modeste esondazioni di piccoli canali in aree rurali, favorite anche dai livelli di falda che rimanevano elevati dopo il piovosissimo trimestre ottobre-dicembre 2010. Nel corso del giorno 17 marzo, si aprirono schiarite tra Veneto e Trentino Alto Adige, mentre il ritorno del libeccio scatenò temporali localmente grandinigeni in Friuli Venezia Giulia, particolarmente intensi nella fascia pedemontana udinese dove un nubifragio scaricò 60-80mm in poche ore, causando locali allagamenti. Nei giorni successivi il tempo migliorò lentamente grazie alla traslazione verso est della struttura depressionaria. Un ultimo episodio di instabilità si verificò tuttavia nel pomeriggio del 19 marzo quando temporali interessarono la pedemontana e l'alta pianura veneta (gli accumuli di grandine piccola richiesero l'intervento degli spazzaneve a Castelcucco, TV) e la Venezia Giulia (anche qui segnalate grandinate sparse).

 

 

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