Le nevicate di fine febbraio-inizio marzo 2005 - Seconda parte

Come avevo scritto nella prima parte del racconto, tra il 27 e il 28 febbraio 2005 una massa di aria gelida fece il suo ingresso da Est innescando i primi deboli rovesci nevosi nella serata del 27 febbraio. Ma la grande sorpresa si presentò il giorno dopo al risveglio, quando il paesaggio si presentava ammantato da oltre 20cm e le strade erano ridotte a piste da pattinaggio. La pedemontana trevigiana era stata probabilmente la zona più colpita dall'evento nevoso visto che nelle rimanenti aree pedemontane comprese tra pordenonese e vicentino gli accumuli erano compresi tra 5 e 15cm, mentre in pianura c'erano state spolverate di neve a macchia di leopardo. Quel lunedì mi recai alle scuole medie ma, per mancanza di personale, il vicepreside fu costretto a mandarci tutti a casa e così passai quella giornata a giocare con la slitta sulle rive. Le velature mattutine lasciarono posto al cielo sereno, ma il clima era così freddo che la neve rimase pressoché intatta persino sui rami degli alberi. Era il preludio ad una tra le nottate più fredde degli ultimi anni: nelle zone innevate i valori minimi del primo marzo 2005 risultarono inferiori a -10°C, con valori compresi tra -15°C e -20°C nella zona di Feltre, mentre nella conca di Valmenera, a quota 900m sull'Altopiano del Cansiglio la temperatura piombò a -35,4°C! Gli ulivi della pedemontana subirono gravi danni da questa notevole gelata, che risulta ancora più eccezionale se si considera il fatto che avvenne a marzo.

Il gelo preparava le condizioni per l'ultima spettacolare nevicata dell'inverno 2004/05. Ecco una mappa meteorologica relativa al 3 marzo 2005:

Come si può notare sulla mappa, il 3 marzo un'area depressionaria sulla Francia pilotò correnti sud-occidentali umide e relativamente miti verso l'Italia Settentrionale. Queste correnti erano obbligate a scorrere sopra lo strato di aria gelida pesante che ristagnava nella Pianura Padana, dando origine ad una tipica nevicata da cuscinetto. Fu così che nel corso della mattinata del 3 marzo il cielo si coprì di nubi alte a partire da ovest. Alle 13, mentre tornavo da scuola, la foschia nevosa aveva avvolto le Prealpi e le prime ondate di fiocchi di neve investivano il paese. Nel corso del pomeriggio iniziò una forte nevicata che attecchiva su tutte le superfici ed entro il mattino dopo circa 15cm di neve fresca andarono a sommarsi alla neve preesistente portando lo spessore totale a superare i 30cm. Nelle restanti zone vanno segnalati accumuli di  neve fresca di 30cm a Feltre (BL) e Valdagno (VI), 12cm a Treviso e 10cm a Verona, mentre l'aria mite riuscì a scalzare il cuscino di aria gelida nel Polesine e in Venezia Giulia, trasformando la neve in pioggia.

A partire dal 4 marzo il tempo si stabilizzò e le temperature aumentarono lentamente fino a raggiungere valori consoni al mese di marzo, ponendo così fine a questa fase di gelo e neve che per alcune località pedemontane fu indubbiamente eccezionale per gli ultimi anni, visto che da allora non si è più vista una simile sequenza di nevicate intense accompagnate da un clima così rigido.

 

 

 

 

 

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