Arriva il maltempo

Buonasera a tutti!

La prima metà di gennaio è stata caratterizzata dal dominio incontrastato di un'area di alta pressione che ha protetto dalle perturbazioni e dalle irruzioni fredde le nostre regioni. In montagna si sono registrate temperature insolitamente miti, specialmente nella giornata di sabato 10 gennaio, quando il favonio ha determinato valori di 10-15°C superiori alla norma. Questo insolito episodio di caldo ha contribuito a fondere la poca neve rimasta al di sotto del 1800 rendendo brullo l'aspetto delle montagne che non superano tale quota. In pianura invece le inversioni termiche hanno reso più contenute le anomalie.

Ma le cose stanno per cambiare nettamente: l'anticiclone delle Azzorre si ritirerà in aperto Atlantico lasciando che una saccatura affondi sull'Europa Occidentale richiamando aria umida da SW verso le nostre regioni, come potete notare in questa carta di previsione rielaborata per venerdì 16 gennaio 2015:

Così, dopo alcune giornate caratterizzate da passaggi nuvolosi in prevalenza sterili (anche se non si esclude qualche locale pioviggine nel Friuli Orientale nel corso della giornata di domani), a partire dalla seconda metà della giornata di venerdì, si dovrebbe assistere ad un consistente peggioramento del tempo con precipitazioni diffuse. Date le incertezze sulla rapidità con cui la saccatura atlantica avanzerà verso est non sono ancora chiare né l'intensità né la durata del peggioramento, tuttavia ad oggi sembra che si tratti di un peggioramento intenso con piogge che potrebbero insistere fino alla giornata di domenica rovesciando ingenti apporti pluviometrici, in particolare lungo la fascia prealpina soggetta al sollevamento orografico (Stau) in caso di correnti meridionali, dove non si escludono accumuli superiori a 70-100mm. 

Per quanto riguarda la quota neve, va fatta una distinzione tra le aree prealpine dove la quota neve difficilmente scenderà al di sotto dei 1500m durante la fase più intensa del peggioramento a causa delle loro esposizione al richiamo di aria mite da Sud, e le aree alpine interne dove la quota neve dovrebbe attestarsi intorno a 1200m, ma è possibile che in corrispondenza delle precipitazioni più forti i fiocchi bianchi si spingano localmente al di sotto dei 1000m, specialmente nelle valli chiuse. Oltre 1500-1800m si potrebbero depositare 50-100cm di neve fresca. Anche per quanto riguarda la quota neve e l'entità delle nevicate, rimangono tuttavia margini di incertezza data la distanza temporale.

Volgendo lo sguardo ai giorni successivi, sembra che la "ferita" depressionaria impiegherà un bel po' di tempo a rimarginarsi, visto che le attuali emissioni modellistiche ipotizzano ulteriori affondi depressionari provenienti dal Nord Atlantico con possibili ulteriori episodi di maltempo accompagnati da aria via via più fredda. 

Nei prossimi giorni vi daremo ulteriori aggiornamenti sul peggioramento del 16-18 gennaio e sulla tendenza successiva.

Grazie per l'attenzione e buona serata!

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