Imminente peggioramento seguito da una fase fredda

Buonasera a tutti!

Sta per concludersi un mese di gennaio insolitamente mite, tanto che nel Triveneto si posizionerà al secondo o al terzo posto nella classifica dei mesi di gennaio più caldi mai osservati, dopo quello del 2014 e localmente del 2007. Dal punto di vista pluviometrico le anomalie invece variano a seconda delle zone: si passa da situazioni di surplus nelle aree orientali e in qualche settore montano ad un deficit generalizzato e localmente rilevante nelle pianure del Veneto.

Negli ultimi giorni un robusto anticiclone ha favorito la formazione di estesa nuvolosità bassa in pianura e nelle valli, mentre sui rilievi il cielo era sereno e le temperature risultavano molto alte per il periodo. Il tempo però sta cambiando in queste ore a causa di un affondo depressionario diretto dalla Francia verso il Mediterraneo Centrale. Questa saccatura farà affluire verso le nostre regioni umide correnti di libeccio, foriere di nubi e piogge. Già in queste ore si osservano i primi deboli fenomeni in pianura, ma sarà tra domani mattina e le ore centrali di venerdì che si verificheranno i fenomeni più diffusi e consistenti: si tratterà di precipitazioni deboli o al più moderate su Trentino Alto Adige e Veneto, mentre il sollevamento orografico prodotto dal libeccio determinerà piogge intense sui rilievi e le zone orientali del Friuli Venezia Giulia, con accumuli complessivi che potrebbero superare i 100mm sulle Alpi Giulie e le zone di confine con la Slovenia. La quota neve nella giornata di domani dovrebbe attestarsi intorno a 800-1000m, a tratti più in alto sulle Prealpi, mentre venerdì prima dell'esaurimento delle precipitazioni l'ingresso di aria fredda dovrebbe favorire un abbassamento del limite pioggia-neve fin verso i 400m, specie sulle zone orientali del Friuli dove i fenomeni si attarderanno fino al pomeriggio.

Si segnala inoltre la possibilità di ulteriori precipitazioni nelle prime ore della giornata di sabato tra Basso Veneto, zone costiere e Venezia Giulia, eventualmente nevose fino a quote collinari sul Carso. Tuttavia i modelli non sono concordi su questo colpo di coda del peggioramento.

Tra domenica e l'inizio della settimana prossima avremo un deciso calo termico verso valori inferiori alle media del periodo. L'incertezza mostrata dai modelli non permette di scendere nel dettaglio della previsione, ma l'evoluzione generale vedrà la temporanea formazione di un blocco anticiclonico tra Isole Britanniche e Artico Russo, responsabile di un massiccio afflusso di aria gelida verso l'Europa Centrale e Occidentale. In queste due carte del modello europeo Ecmwf si possono notare la configurazione prevista per domenica 4 febbraio (la linea nera indica l'asse del suddetto blocco anticiclonico) e le anomalie termiche previste per lunedì alla superficie isobarica di 850hpa (1200m di quota circa), con l'estesa massa d'aria fredda ben evidente su buona parte d'Europa (colori blu e viola):

 

Buona serata!