Siccità

Buonasera a tutti!

Nel corso degli ultimi mesi alcuni settori del Triveneto hanno sperimentato una eccezionale carenza di precipitazioni. Il riferimento è in particolare alla fascia prealpina tra Basso Trentino, Veneto e Pordenonese, un'area notoriamente piovosa, ma che deve questa sua piovosità soprattutto agli eventi perturbati associati a venti di scirocco. E' proprio la perdurante assenza di configurazioni sciroccali, unitamente alle condizioni anticicloniche che hanno completamente dominato il bimestre dicembre-gennaio, ad aver determinato un profondo deficit pluviometrico in questo settore montano, fondamentale per l'alimentazione di alcuni bacini idrografici (in particolare quelli del Vicentino e del Padovano). 

Un dato rilevante è l'accumulo registrato dalla stazione ARPAV di Valpore, collocata sul versante settentrionale del Monte Grappa, in territorio di Seren del Grappa (BL). Nel corso dell'ultimo decennio questa si è dimostrata la località mediamente più piovosa tra tutte quelle monitorate dall'ARPAV nel territorio veneto, grazie alle piogge estremamente intense che colpiscono la zona in presenza di correnti umide sciroccali. Da luglio 2016 a marzo 2017 a Valpore si sono registrati 1050mm di pioggia, contro una media 2007-16 (2007-17 per i primi 3 mesi dell'anno nuovo) di 1958,8mm (il dato è depurato da errori dovute a lacune presenti nella serie di dati raccolti): di fatto l'accumulo totalizzato è appena superiore alla metà del quantitativo atteso, fatto insolito per un periodo di tempo così lungo. L'anomalia diventa ancora più impressionante se si considera il periodo novembre 2016-marzo 2017: 482mm rilevati contro una media di 1191mm, quindi nemmeno la metà del quantitativo atteso.

Anche se in forma meno estrema, il deficit pluviometrico sta interessando buona parte del Triveneto, con l'eccezione delle aree orientali del Friuli Venezia Giulia, dove il forte surplus pluviometrico osservato tra ottobre e novembre, oltre che a febbraio, è riuscito a compensare almeno in parte il secco degli altri mesi.

Un altro problema è rappresentato dallo scarso innevamento presente sulle Alpi Orientali. Tra Veneto e Trentino il manto nevoso ha liberato buona parte dei pendii situati a quote inferiori a 2000m e anche in alta quota si osserva una straordinaria carenza di neve, come documenta questo scatto odierno della webcam, del Rifugio Lagazuoi (2690m, Dolomiti Ampezzane), che ci mostra un innevamento ormai frammentato persino a quote superiori a 2500m, cosa che normalmente si vede a maggio o persino a giugno:

In mancanza di precipitazioni consistenti, la neve rappresenta un'importante riserva idrica per l'alimentazione dei fiumi e delle falde ed è per questo che questa sua carenza è ulteriore motivo di preoccupazione per la situazione idrica. Inoltre un inverno così avaro di neve non potrà non determinare un grave regresso dei ghiacciai nel corso della prossima stagione estiva, uno scatto in avanti nella costante tendenza alla riduzione dei ghiacciai alpini dovuta al cambiamento climatico.

Negli ultimi 20 anni, condizioni di siccità simili alle attuali si sono osservate nel 2012 e nel 2002. Tuttavia in entrambi i casi le piogge sopraggiunte tra aprile e maggio sono riuscite a scongiurare l'insorgere di problemi idrici rilevanti. Si spera quindi che la seconda parte della primavera, mediamente molto piovosa nelle nostre regioni, riesca a porre fine a questa lunga fase di scarse precipitazioni. Va detto però che al momento le indicazioni modellistiche non mostrano un vera svolta meteorologica almeno fino al 10-12 aprile. Vi sarà solo una modesta instabilità fino a metà settimana, con locali rovesci pomeridiani, più probabili sui rilievi. Nella seconda metà della settimana l'anticiclone annullerà qualsiasi possibilità di pioggia.

Buona serata e buona settimana a tutti!

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